Ormai è un fatto conclamato: circa un terzo della popolazione italiana, secondo ricerche e studi, soffre di disturbi del sonno.
Tra quelli più comuni ed altamente invalidanti, c’è l’insonnia. Un problema spesso sottovalutato e sottoridimensionato giacchè capace di interferire in maniera negativa con le normali attività quotidiane.
Le cause e i sintomi da non sottovalutare: i campanelli d’allarme
Le cause possono essere svariate e possono avere una matrice sia cronica che temporanea. Solitamente, è legata ad eventi traumatici, post traumatici, cambiamenti di vita o periodi caratterizzati da intenso stress emotivo e fisico. Ma non solo: disturbi psicologici più specifici, ansia e/o depressione potrebbero essere alla base della ridotta o inesistente capacità di dormire.
Talvolta è collegata a questioni prettamente fisiche, una delle più frequenti è l‘apnea notturna, una patologia da cui deriva, tra le altre cose, durante il sonno un’ostruzione delle vie respiratorie, portando chi ne è affetto a bruschi ed improvvisi risvegli.
In questo caso particolare, la consultazione di un medico è altamente consigliata, perchè tale condizione è potenzialmente molto pericolosa e si potrebbe necessitare anche di una terapia farmacologica ad hoc. Potenzialmente dannoso è anche l’abuso di caffeina e nicotina, sostanze stimolanti che inibiscono il sonno e l’uso della tecnologia prima di andare a letto. Inoltre, la luce blu del cellulare e dei pc, stando alle ultime pubblicazioni scientifiche, sopprimerebbe la produzione di melatonina, ormone preposto alla regolazione del sonno.
All’insonnia non sono riferibili sintomi precisi e facilmente diagnosticabili in senso assoluto, ma certamente lo svegliarsi frequentemente durante la notte e la conseguente difficoltà o impossibilità a non riaddormentarsi, rappresentano un campanello d’allarme specifico da non ignorare.
Da non sottovalutare anche un senso di affaticamento durante il giorno dovuto al non dormire, cambiamenti di umore che portano irritabilità, abbassamento delle performance quotidiane, difficoltà di concentrazione e attenzione.
Il disturbo del sonno, seppur risolvibile, necessita di un approccio talvolta multidisciplinare e soprattutto professionale, ma piccole accortezze possono essere già messe in campo autonomamente. Ad esempio avere una routine di vita equilibrata e regolare, andare a letto alla stessa ora tutte le sere e svegliarsi alla medesima ora la mattina. Un piccolo accorgimento che aiuta a stabilizzare, ad esempio il ritmo cardiaco e respiratorio.
Di fondamentale importanza è l’alimentazione: evitare pasti troppo pesanti e ricchi di caffeina nelle ore serali è cruciale e non praticare attività fisica prima del sonno, giacchè mette in circolo l’adrenalina.

Insonnia e disturbi del sonno Innerlife.it
L’aiuto dei professionisti per la cura dell’insonnia e i problemi derivanti dai disturbi del sonno
Come già detto, la strategia all’insonnia deve avere un approccio che tenda ad unire diverse aree. Un metodo (professionale) che sta prendendo sempre più piede è la terapia cognitivo-comportamentale per l’insonnia (CBT-I). Tale approccio si propone di modificare, con l’aiuto di un esperto, i comportamenti disfunzionali. L’utilizzo di tecniche di rilassamento, come la meditazione o la respirazione profonda, è molto utile, specialmente per chi è abituato a soffrire di ansia o stress che impediscono il sonno.
L’insonnia protratta nel tempo non è da sottovalutare. La privazione cronica del sonno può incidere in maniera drastica sulla salute mentale e fisica. Forse non tutti lo sanno ma i disturbi del sonno sono strettamente collegati a una riduzione della capacità del sistema immunitario, problemi cardiovascolari e un aumentato rischio di disturbi psichiatrici.
Prendersi cura della propria qualità del sonno non significa solo evitare il buio sotto le palpebre, ma garantire un benessere generale che influenzerà ogni aspetto della vita. Con l’approccio giusto, l’insonnia può essere gestita e superata, migliorando significativamente la qualità della vita.








